Visualizzazione post con etichetta Inter City firm. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Inter City firm. Mostra tutti i post

venerdì 1 febbraio 2008

Stagione '83 Walsall-Millwall e Aston Villa-West Ham lo stesso giorno!

Walsall e Birmingham (città dell'Aston Villa) sono entrambe nelle Midlans e nel 1983 capitò che lo stesso giorno si giocassero Walsall-Millawall di Terza Divisione e Aston Villa-West Ham per quella che sarebbe divenuta poi la Premier Leauge.
I membri dell'Intercity Firm, consci della possibilità di incontrare i Bushwackers, arrivati alla stazione di New Street presero il treno locale per Walsall invece di andare a Birmingham a vedere - si fa' per dire - la propria squadra.
Arrivati a Walsall i componenti dell'Inter City Firm si diressero allo stadio (Old Fellow Park), non molto lontano dalla stazione, qui alcuni tifosi del Millwall era già entrati all'interno mentre altri stazionavano ancora fuori (numericamente un centinaio): non si aspettavano nulla.
"Le sentinelle" dell Millwall avvisarono che stavano arrivando i tifosi del West Ham: allora i Bushwackers entrano tutti all'interno dello stadio ed invece di cercare lo scontro segnalarono che alle forze dell'ordine che c'erano degli "intrusi". La cosa fu uno smacco totale per quello che rappresentava essere hooligan: lo scontro bisognava accettarlo sempre e ovunque - tirarsi indietro e ancora peggio nascondersi dietro agli Oldi Bill non era certo un fatto onorevole.

mercoledì 26 dicembre 2007

Strapazzati al Bank

Prosegue il racconto della rivalità tra Inter City firm e Bushwacker con un pezzo tratto dal libro "Congratulazione hai appena incontrato l'Inter Citty firm".

"Brett Tidman [...] rucorda il giorno in cui una cinquantina tra i migliori ragazzi della I.C.F. vennero strapazzati dal Millwall:
[...] Affrontavamo il Villa in trasferta e un buon numero di noi si incontrò al Brit a Plaistow. [...] Prendemmo tutti il treno per Mile End, dove incontrammo un altro bel pò dei nostri sul binario. Eravamo una sessantina circa in tutto e ci incamminammo verso Moorgate, dove prendemmo un altro treno che passava per la stazione di Bank.
Qundo arrivammo in Bank, avvistammo una grossa banda distribuita lungo tutto il marciapiede. Era il Millwall, fottuti Bushwackers del Millwall. Saranno stati duecento buoni [...] Quando il treno si fermò e si aprirono le porte, cominciò il nostro incubo. Non appena salirono sul treno, scoppiò il combattimento. Sentivo i pendolari gridare. Solo pochi istanti prima stavamo ridendo e scherzando e ora combattevamo per le nostre vite. Un tizio era riuscito a scendere dal vagone ma era finito sul marciapiede, pieno di loro. [...]
Mi ricorderò sempre degli innocenti attorno a noi che si erano ritrovati intrappolati nel bel mezzo del combattimento e che non riuscivano a togliersi di mezzo. Ricordo di aver aiutato due ragazze americane a scendere dal treno. Perdevo sangue da un lato della faccia e sentivo un dolore pazzesco, ma ricordo di aver afferrato queste due ragazze sotto shock [...]
Ero fuori dal treno e mi dirigevo verso le scale mobili quando capii che quelli erano dappertutto. Eravamo incappati nella loro banda al completo. [...] Eravamo tutti feriti e sanguinanti, così decidemmo di andarcene di lì per rincontrarci a Euston.
Quando arrivammo a Euston sentimmo che uno dei nostri era stato accoltellato alla stazione di Bank. Non conoscevamo i dettagli e quanto grave fosse stato ferito, così aspettammo lì il più a lungo possibile, prima di salire finalmente sul treno per Birmingham. [...] Continuammo a fare delle telefonate per capire come stesse il nostro compagno. Le notizie checi arrivavano erano che fosse conciato male, davvero male, e che era stato accoltellato vicino al cuore con un ferro da calza appuntito. Tememmo tutti per il peggio. [...] Li becchiamo al ritorno [...] Sapevamo che il Millwall doveva tornare a King Cross, proprio di fronte a Euston, ed era lì che li avremmo beccati.
Quando scendemmo a Euston, c'erano gli Old Bill in borghese ad aspettarci. Questa era una cosa che non si vedeva spesso alle partite di calcio, e certamente non in modo così palese. Erano là per uno scopo preciso e sapevamo chi cercare in mezzo a noi grazie ad alcune foto che aveva con sè. Si presentarono al fratello e al cognato del nostro compagno che era stato accoltellato e che giaceva ora sul letto di morte. Vennero informati che sarebbero stati accompagnati a King Cross, dove quelli del Millwall venivano trattenuti. Gli Old Bill laggiù avevano ricevuto istruzioni di non lasciare andare nessuno fino a quando l'accoltellatore non fosse stato identificato.
Tutti quelli di noi che si trovavano a portata d'orecchio di questa conversazione sparsero immediatamente la voce che i Millwall venivano trattenuti alla stazione di Kings Cross. Eravamo in caccia.
Ci dirigemmo a piedi verso Kings Cross [...] mentre ci avvicinavamo alla stazione, scorgemmo da quindici a venti Millwall che venivano verso di noi, senza sospettare di nulla. Non avevamo il vantaggio numerico, dal momento che il grosso della banda si trovava circa cinquecento metri dietro di noi, ma non aspettammo. Volammo diritti addosso a loro cominciarono a scappare e, quando mi guardai alle spalle, vidi che il resto della banda del West Ham era appena arrivata alla stazione di Kings Cross.
Eravamo più di 400 [...] Gli Old Bill avevano lasciato andare quelli del Millwall e tutti loro stavano ritornado sulle strade. La loro banda si era nuovamente raggruppata mentre erano tutti trattenuti alla stazione ed erano almeno 500 o 600 persone. [...] noi ci gettammo su di loro in mezzo alle auto, spazzando via i Millwall sotto il naso degli Old Bill. [...]
Senza dubbio i Millwall vedevano che ervamo incazzati neri e sapevano perfettamente il perchè. Cercarono di scappare correndo sugli autobus o nella metropolitana. A questo punto, a nessuno importava più degli Old Bill e quelli del Millwall venivano semplicemente attaccati al muro. Era la nostra banda contro la loro e il numeo dei combattenti era più o meno equilibrato, ma noi eravamo infiammati della nostra furia. Non aveva mai visto il West Ham così, prima di allora.
Gli Old Bill sembrarono tenersi in disparte e lasciare che le cose andassero per conto loro. Probabilmente speravano che ci distruggessimo a vicenda e che facessimo il lavoro per loro. I ragazzi che erano stati strapazzati a Bank erano alla caccia di qualunque Millwall fosse in vista. [...]"

Tratto da Congratulazioni Hai appena incontrato la I.C.F. (West Ham United), Baldini Castoldi Dalai editore, pag 278, 279, 280, 281.

sabato 15 dicembre 2007

Fatti sotto Millwall (Bushwackers)

"Per il bene del calcio è un bene che queste due squdre si incontrino molto raramente in campionato, ma molti tifosi si sono scervellati sul mistero del perchè le due squadre non siano mai affrontate in una edizione delle coppe".

"Gli hooligan di entrambe le fazioni la considerano come la finale di Coppa".

"Quelli del Millwall sanno che c'è una sola squadra che è andata a cercarli, che stessimo giocando con loro o no"

"Nel 1976 [...] un tifoso del Millwall era deceduto in seguito a uno scontro con i tifosi del West Ham alla stazione di New Cross."

giovedì 13 dicembre 2007

La madre di tutte le rivalità: West Ham e Millwall

Il primo post su questo argomento sarà dedicato alla nascita di questa rivalità
In quelli successivi si parlerà più approfonditamente dei rapporti tra le tifoserie negli anni d'oro degli hooligans.
Tutto ebbe inizio nel lontano maggio 1926 quando fu' indetto uno sciopero generale dei lavoratori del settore navale: gli operai degli stabilimenti dove venivano costruite le navi (dei Royal Docks) - nella zona dove è allocato il West Ham - aderirono a tale sciopero, mentre i portuali di Millwall continuarono a lavorare: questa contraposizione sfociò in scontri fisici tra i due gruppi.
Da questo momento in avanti la rivalità che era iniziata sulla strada si trasferì sui campi da calcio e West Ham - Millwall divenne la partita più "calda" di tutto il calcio inglese.

venerdì 23 novembre 2007

Inter City firm e il Tottenham

Nella settimana del derby con il Tottenham non potevo non scrive qualcosa sulla rivalità tra West Ham-Totthenam per l'Inter City firm.
La tifoseria del Tottenham era sicuramente una delle più temibili degli anni d'oro degli hooligans e c'è un motivo per il quale esisteva una rivalità accesa fra le due tifoserie (non che adesso non esista, tuttavia sappiamo che il calcio di oggi è diverso a livello di tifo, gli hooligans non esisto più all'interno dello stadio): all'inizio degli anni '70 le tifoserie erano gemellate.
Difficile chiarire i motivi della rottura di tale legame - troppo scarse le fonti in mio possesso in questo momento - in ogni caso il rapporto andò degenerando negli anni, per sfociare in grandi scontri nella stagione '80-'81, anno in cui il West Ham militava in Seconda Divisione, ma che lo vide protagonista in Coppa di Lega: il sorteggio dei quarti mise di fronte proprio West Ham e Totthenam.
Ci fu una maxi rissa nella South Bank (curva dei tifosi del Tottenham), con feriti e qualche faccia insanguinta, la contesa non vide nessun vincitore, anzi direi che i tifosi del Tottenham fecero una delle migliori figure, cosa che raramente gli era capitata di fare negli anni migliori dell'Inter City firm.
La tecnica dell'infiltrazione nella curva avversaria era sempre la medesima, la rissa inzò appena i tifisi del Tottenham si accorsero della presenza di quelli degli Hammers all'interno del loro settore, c'erano centinaia di persona che se le dava di santa ragione, gli Inter City firm dalla parte alta della curva furono spinti verso quella bassa. I polizziotti riuscirono a stento a soffocare gli scontri.

La rivalità tra l'Inter City firm e i Geordies

La rivalità tra i tifosi del West Ham e quelli del Newcastle è piuttosto recente, nasce infatti il 15 marzo 1980: a seguito di una trasferta dell'Inter City firm.
Fino ad allora esisteva un rispetto reciproco fra le due tifoserie, anche se i tifosi degli Hammers li definivano "Jocks" (letteralmente campagnoli) o appunto "Geordies" (minatori).
I Geordies non si erano mai fatti notare nelle trasferte ad Upton Park, arrivano scortati dalla polizia e non provocavano mai disordini, mentre diversa era la musica quando affrontavano altre squadre di Londra: per esempio con il Totthenam c'erano stati diversi scontri negli anni '70 e '80.
Il 15 marzo oltra 250 tifosi del West Ham partirono con il solito Intercity e arrivarono a destinazione intorno all'una di pomeriggio. I tafferugli iniziarono all'interno del pub Geordie Pride tra una ventina di persone, ad ostacolare l'entrata nel pub stesso c'era un enorme Geordies con un coltello in mano, ma fu Cass Pennant in persona a colpirlo e a stenderlo con una borsa di plastica, dopodichè i tifosi del Newcastle fecero un disperato tentativo di resistere lanciando i boccali di birra: ben presto il pub fu devastato prima dell'arrivo delle forze dell'ordine.
I 250 tifosi del West Ham furono poi bloccati e scortati fino allo stadio: lasciati soli nella zona antestante l'entrata, diversi gruppetti si misero a girovagare, senza però altri disordini perchè la maggior parte dei tifosi era dentro lo stadio.
Certo che l'Inter City firm aveva fatto un grosso affronto ai Geordies.

mercoledì 31 ottobre 2007

Nascita degli Inter City firm: la prima partita

Ramsgate prese parte alla riunione in cui fu deciso di andare alla prima trasferta:

“Decidemmo di incontrarci a Euston e di fare il nostro esordio al Villa. […] Quando arrivammo tutti alla stazione di New Street a Birmingham, ci facemmo due risse con Carlton, Dickie e gli altri chi ci presero in giro quando ci presentammo come I. C. F. e cantammo una canzone cantata da noi. Inscenammo una serie di finte risse nei vari vagoni, sempre per gioco. […] Arrivammo così allo stadio del Villa. Doveva essere circa l’una quando arrivammo alla Holte End. Pensammo, bene si va. Non ci furono domande, si trattava solo di andare decisi. Entrammo tutti quanti, arrampicandoci su quelle enormi scalinate e quando Sali dal retro e osservi la vastità dell’impianto, ti rendi conto che sei nella più grande curva casalinga d’Inghilterra. Ci si poteva perdere la dentro, da tanto era grande. Forse la South Bank dei Wolves poteva essere più grande, ma si trattava di una curva scoperta e poi non era quella di casa dei Wolve, loro avevano la North Banck. Quini la Holte Banck doveva essere la più grande di tutte, perfino più grande della Kop di Anfield Road. Credo che una volta fosse di 28.000 persone. Buffo, no? È più della media dei presenti alle partite del West Ham degli ultimi anni e qui stiamo parlando di una sola curva.
Ricordo che guardammo fra di noi, pensando: «Che diavolo siamo venuti a fare qui? Che cazzo abbiamo fatto? Siamo in questa curva sterminata». Era presto e pensammo che avremmo avuto un po’ di supporto con l’arrivo degli altri West Ham.
La curva si stava ancora riempiendo di tifosi di casa, ma grazie ai nostri colori blu e vinaccia pensarono che fossimo del Villa e noi ci mescolammo a loro, stando buoni. Ci spargemmo per tutto l’Holte End in modo da non attrarre sgradite attenzioni. La curva si stava riempiendo abbastanza rapidamente e fu allora che ci rendemmo conto che ci saremmo stati solamente noi. Eravamo tutti nella loro curva, divisi in coppie o da soli e sparpagliati un po’ dappertutto – giù alla bandiera del corner, dietro alla porta, in mezzo. Era una situazione un po’ tesa, specialmente quando la gente incominciava a guardarti, ma noi ci attenemmo al piano, che era di stare calmi fin quando il grosso orologio nella curva opposta avesse segnato dieci alle tre. In quel momento i giocatori sarebbero usciti, lo stadio sarebbe stato pieno e noi ci saremmo ritrovati tutti in cima alla curva e avremmo cantato la canzoncina che avevamo preparato sul treno. Facendo schioccare le dita a tempo, avremmo cantato: «Noi siamo I… InterCity, siamo C… cattivi e combattiamo, siamo F…forti e fanatici… siamo I.C.F.!»
Alcuni di noi, là nell’Hotel End, si erano seduti a terra ma alle tre meno dieci ci alzammo in piedi e ci infilammo in testa dei passamontagna blu e vinaccia, in cui avevamo ritagliato noi stessi gli occhi.
Fu fantastico come tutti rispettarono il piano di incontrarci in cima all’Holte. Era una posizione davvero vantaggiosa da difendere. L’Holte End aveva questa specie di zona rialzata piuttosto ampia prima che gradinata ricominciasse a scendere. Quindi era un discreto spazio su cui fermarsi. I nostri accordi erano di incontrarci nell’angolo estremo di questa sezione, sapendo che fossimo riusciti a occuparla sarebbe stato difficile per chiunque circondarci. Quando iniziammo il coro di «I.C.F.» sapevamo che ci saremmo attirati l’attenzione di tutti perché, prima di tutto, nessuna la conosceva quella canzone. Poi, all’improvviso, capirono che si trattava del West Ham. Penso che qualcuno abbia detto:«Cercano di assalirci da dietro!» Poi cominciò tutto quanto. Era un punto di non ritorno e quando cominciò, noi ci eravamo dentro fino al collo.
Avevamo un’ottima posizione da cui caricare verso il basso. Nel giro di un istante, migliaia di persone si volatilizzarono di fronte a noi e si riversarono sul campo. Nella fuga lasciarono il più grande vuoto che si poteva immaginare, il che fece sì che tutti potessero vedere eravamo solo una cinquantina. Quel singolo istante fu un’esperienza come nessun’altra, avevamo messo in fuga l’intera curva fottuta. Ovunque c’era il panico. Nessuno capiva chi fossimo, compresi i West Ham sul lato opposto. […]
Tornando all’Hotel, quelli del Villa compresero la verità. Si alzò il grido: «Sono dei mocciosi, ammazziamoli!» Ritornarono sciamando verso di noi, come dei pazzi scatenati. Loro continuarono a salire, noi continuammo a caricarli, mentre la polizia arrivava correndo dai lati. Scivolammo tutti verso il fondo, poi un tifoso del Villa disse che uno di noi aveva una lama. Allora gli Old Bill presero uno di noi ma trovarono solo un programma arrotolato. Il tizio disse: «Senta, sto solo cercando di uscire dallo stadio, sono entrato nella curva sbagliata». Fu così che ci buttarono fuori dalla curva sulle gradinate e ci scortarono lungo i bordi del campo.”

Grant ricorda i momenti concitatati in cui camminarono lungo la linea laterale del campo:

“Non riuscivo a crederci [..] Gli Old Bill non arrestarono né buttarono fuori nessuno di noi. Fu un trionfo assoluto. Così mentre facevamo il giro del campo, dirigendoci verso la tribuna scoperta di Witton Lane, riempita da quasi tutti quelli che erano al centro di tutto. Ci sembrava davvero di camminare sulle acque. I più vecchi del nostro gruppo avranno avuto diciott’anni, i più giovani quindici. Arrivammo alla nostra curva e vedevamo che pensavano: «Chi sono questi qua?» Sapevamo di essere arrivati. Eravamo ringalluzziti e pieni di noi. I vecchi erano impressionati, ma non avevano niente da dire. Noi li prendemmo per il culo a morte.”

Andy conclude il racconto della giornata:

“[…] Ritornammo a Euston, uscimmo dalla stazione e ci incamminammo per la strada in un gruppo di 100-150 ragazzi. Al’improvviso, una banda enorme venne verso di noi. Era così grande che riempiva la strada. Li assalimmo, mettendoli in fuga. Venne fuori che erano quei bastardi londinesi del Sud di Millwall. Così durante il primo giorno della InterCity Firm avevamo messo in fuga la Holte End, preso per il culo i vecchi e rincorso il Millwall. Niente male come prima uscita, no? Noi giovani leoni decidemmo di rimanere nella InterCity Firm e vedemmo che il nome venne accettato da tutti quelli che seguivano il West Ham. Sembrava proprio un nome adatto e aveva senso, perché era così che avevamo viaggiato nelle ultime due stagioni.
I singoli individui sarebbero rimasti legati alle diverse bande. Ma riunirsi sotto l’ombrello dell’InterCity Firm significa per tutti avere un grande valore – quel senso di elitarismo se ne era un po’ andato e noi avevamo mantenuto una struttura.”

Tratto da Congratulazione, hai appena incontrato la I. C. F. (West Ham United) di Cass Pennant, Baldini Castoldi Dalai editore S.P.A., 2004, da pag. 32 a 36.

giovedì 25 ottobre 2007

Prosegue il racconto sulla nascita del I.C.F.

Andy Swallow prosegue il racconto della nascita dell’Inter City firm

“Eravamo abituati a seguire quelli più vecchi, come Carlton Leach. Sembrava si definissero tutti con nomi come G.L.F., la Good Looking Firm (Banda dal bell’aspetto). Io avevo già fondato la V.L.F. - Vicarage Lane Firm – e quando incomincia a incontrare gli altri, divento la Essex East London Firm. Venivano tutti dalla zona di Upton Park, da Plaistow e dalla zona dietro al Queens Market. Conoscemmo tantissimi ragazzi in gambe […]. Bravi ragazzi cha andarono ad aggiungersi ad altri che conoscevamo già […]. Ci incontravamo al club dei tifosi alla domenica sera oppure ce ne andavamo al Denmark nell’East Ham, che era un posto strano, dal momento che c’erano diversi sbirri che andavano là a bere, e tutto il nostro gruppo era minorenne. Ma era così che andava. Stavamo decisamente diventando una banda sempre più luminosa e facevamo la nostra parte su e giù per Green Street nei giorni delle partite, molto prima che i più vecchi arrivassero a darsi battaglia verso le 12 per beccarsi tutta la gloria. Molti dei volti più noti non ci volevano con loro per le partite importanti, così un giorno ci guardammo semplicemente in faccia e dicemmo «Bene, formeremo una grossa banda tutta nostra e ci scontreremo anche con i vecchi, se necessario. Se proprio vogliono, gli faremo il culo».
In quei giorni ci piaceva fare da roadies a band musicali come gli Sham 69 e facevamo la raccolta degli stemmi di svariati gruppi pop. Mi ricordo del giorno in cui decidemmo di formare questa nuova grossa banda. Eravamo seduti nel mio appartamento con Grant e Ramsgate e stavamo strappando la copertura di plastica di questi badge, per poi spruzzarci sopra della vernice azzurra e dipingerci su due martelli incrociati. Grant ci incollò le iniziali I.C.F. Quello fu il badge originale. Il resto è storia.
Ce l’avevamo con i West Ham più vecchi, per il fatto che ci cacciavano sempre via. Noi dicevamo sempre che, perfino quando scendevano in campo i loro uomini migliori e noi eravamo in fondo alla scala gerarchica, rimanevamo più bravi nel combattere. Mathew Thomas disse che adesso eravamo in numero sufficiente per farsi rispettare."
Tratto da Congratulazione, hai appena incontrato la I. C. F. (West Ham United) di Cass Pennant, Baldini Castoldi Dalai editore S.P.A., 2004, pag 30,31,32.

sabato 20 ottobre 2007

L'inizio dell'Inter City firm visto da Grant Fleming

Come nasce l’I.C.F. prima parte raccontata da Grent Fleming (uno dei tre fondatori):

“Conobbi Andy (si riferisce a Andy Swallow altro fondatore del gruppo) quando formammo la banda dell’Essex East London per andare a vedere le partite casalinghe del West Ham nel 1974-75. Eravamo molto giovani e andavamo a scuola. Prima di incominciare a frequentare ragazzi della mia età, avevo frequentato di tanto in tanto alcuni West Ham più vecchi.
Andammo a Liverpool nel ’74 con il treno speciale. Tutti dicevano che era la più grossa banda del West Ham che sia mai andata a Liverpool. Avevamo tre treni «Football Special» strapieni, invece dell’unico che ci andava di solito, per di più mezzo vuoto. Mi ricordo di esserci andato con tizi più grandi come Sprinty, Northy, Felix e via dicendo. Ma quella volta era stata dura e ci prendemmo una sonora batosta, quel giorno. Quella partita fu un brutti risveglio per me; direi che fu quella a farmi capire che cosa volesse dire tutto questo. Prima, eravamo andati in tutti gli stadi di Londra ed eravamo sempre riusciti ad occupare (si riferisce all’occupare la curva avversaria, obiettivo degli hooligan dell’epoca quando si andava in trasferta). Ma a Liverpool, non riuscivo a crederci. Credo che all’Everton avessero cancellato una partita, perché si unirono tutti, quel giorno, e ci trovammo ad affrontare tutti gli Scousers riuniti.
Era buio quando uscimmo dopo la partita e tutto ciò che ricordo fu che venimmo assaliti in una stradina secondaria nei pressi del Kop. Gli Scousers accennarono una fuga, così noi partimmo alla carica, per poi farci beccare di sorpresa su Scotland Road. Da lì in poi fu ognuno per sé. Mi ricordo che il viaggio di ritorno in treno fu molto più tranquillo di quello d’andata. Un sacco di gente si era fatta portar via i giubbotti delle banda del Liverpool. Un coglione era seduto di fronte a me senza pantaloni. Un altro si teneva il fianco dove era stato affettato.
Tutto questo mi fece capire molte cose: adesso non si scherzava più. Fino a quando eravamo entrati allo Stamford Bridge, eravamo entrati a Highburhy. Eravamo entrati in tutti questi posti, ma una fredda, buia sera di novembre passata a correre per Scotland Road me fece davvero aprire gli occhi. A questo punto si trattava di adeguarsi o tagliare la corda.
Superammo la storia di Liverpool perché fu questione di numero. Ma un altro punto di svolta per me fu la partita contro lo Sheffield United della stagione ’75-76. Credo che sia stata l’unica volta in cui ho visto il West Ham prenderle davvero in curva. Ci tirarono addosso qualsiasi cosa. A me arrivarono addosso freccette, palle da golf, mattoni e bottiglie. Ancora una volta, fu una specie di segnale d’allarme. Mi ricordo di essermi preso una ripassata da una banda nemica all’estero, ma nella curva era stato molto peggio. Vidi Gardner cadere, ma ne portò giù otto con sé. Da questo momento in poi andare alle partite passò in secondo piano. Mi era passata la voglia di sequestrare sciarpe, farmi coinvolgere in piccole zuffe e tirare due calcioni appena possibile. Ora che andavamo molto in trasferta, ci ritrovammo tutti molto uniti. Gente come Andy, che aveva incontrato Ramsgate, poi entrarono in contatto con gente di Canning Town (località di Londra considerate tra le prime cinque più degradate per povertà e delinquenza di tutta l’Inghilterra), alcuni di Forest Gate e Stratford (altre zone di Londra) […] e il gruppo di Chadwell Heart. In pratica eravamo tutti giovani leoni.”

Tratto da Congratulazione, hai appena incontrato la I. C. F. (West Ham United) di Cass Pennant, Baldini Castoldi Dalai editore S.P.A., 2004, pag. 29 e 30.

venerdì 19 ottobre 2007

Inter City firm


Ecco cosa viene fuore se si scrive Inter City Firm su Wikipedia:

"L'Inter City Firm (ICF) è stata una tra le più note firm (le frange più violente dell'hooliganismo) calcistiche inglesi legata alla squadra del West Ham United di Londra negli anni settanta e ottanta.
L'ICF si rese protagonista di epiche battaglie con altre firm e divenne celebre per la particolare tenacia con cui prendeva parte agli scontri.
La gang prende il nome dai mezzi di trasporto utilizzati dai suoi componenti per assistere alle trasferte, i treni InterCity preferiti ai convogli speciali riservati ai tifosi: l'utilizzo di questi treni rendeva più facile eludere il controllo delle forze dell'ordine. Quando la polizia si accorse del trucco (un'altra firm, la 6:57 Crew del Portsmouth utilizzava i treni regionali delle sei del mattino per mischiarsi con i pendolari) l'ICF ed altre gang iniziarono a muoversi con furgoncini.
Così come altri gruppi di hooligan della fine degli anni settanta, l'Inter City Firm adottò il cosiddetto stile casual, ossia l'abbandono di ogni capo di abbigliamento che facesse riferimento alla propria squadra per potersi muovere con maggiore libertà durante le trasferte.
Negli scontri che vedevano la ICF vincitrice sugli avversari (la rivalità più accesa era con la firm del Millwall), i componenti della gang lasciavano sul luogo dello scontro alcuni biglietti con la dicitura Congratulations, You Have Just Met the ICF (congratulazioni, hai appena incontrato l'ICF). Uno dei leader dell'ICF, Cass Pennant, ha intitolato così un libro che narra la storia del gruppo (pubblicato in italiano con il titolo Congratulazioni, hai appena incontrato la I.C.F. (West Ham United) da Baldini&Castoldi nel 2004).
Le vicende dell'Inter City Firm hanno inoltre ispirato il film Green Street del 2005 con Elijah Wood, sebbene il nome della firm sia stato cambiato in Green Street Elite (GSE)."